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Il whistleblowing: strumento di lotta alla corruzione
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Il whistleblowing: strumento di lotta alla corruzione

La disciplina del c.d. ”whistleblowing”, letteralmente “soffiata” o segnalazione, è stata introdotta nel nostro ordinamento con la Legge n. 179/2017, al fine di contrastare eventuali fenomeni corruttivi (ovvero fraudolenti) nell’ambiente di lavoro, prevede una specifica tutela per il destinatario di un illecito, che voglia segnalalo con modalità tali da scongiurare ritorsioni da parte dell’autore dell’illecito.

Non solo i lavoratori dipendenti possono essere incasellati nella definizione di “soggetto segnalante”, ma anche collaboratori autonomi, liberi professionisti, volontari, azionisti e amministratori.

Tale estensione di soggetti segnalanti, rispetto a quelli previsti dalla normativa del 2017, è solo una delle novità introdotte dal D. Lgs. n. 24 del 10 marzo 2023, emanato in attuazione della Direttiva (UE) 2019/1937

Le altre riguardano, in estrema sintesi:

– gli enti destinatari della nuova disciplina, che sono suddivisi in soggetti del “settore pubblico” e del “settore privato”;

– i canali di segnalazione interna;

– la gestione della segnalazione a una persona o a un ufficio aziendale interno;

– le tempistiche di gestione delle segnalazioni, ed il conseguente obbligo informativo;

– le segnalazioni esterne tramite il canale ANAC;

– il rinforzo della tutela del soggetto segnalante;

– le sanzioni.

Il decreto è entrato in vigore il 30 marzo 2023 e le disposizioni ivi previste avranno effetto a partire dal 15 luglio 2023.

Per quanto riguarda il settore privato, è importante evidenziare che la normativa estende le protezioni ai segnalanti che hanno impiegato, nell’ultimo anno, la media di almeno cinquanta lavoratori subordinati o, anche sotto tale limite, agli enti che si occupano dei cd. Settori sensibili (servizi, prodotti e mercati finanziari e prevenzione del riciclaggio o del finanziamento del terrorismo, sicurezza dei trasporti e tutela dell’ambiente) ed a quelli adottano modelli di organizzazione e gestione ai sensi del decreto legislativo 231/2001.

Solo per i soggetti del settore privato che hanno impiegato, nell’ultimo anno, una media di lavoratori subordinati fino a 249, l’obbligo di istituire un canale interno di segnalazione decorre dal 17.12. 2023.

Fino a tale data, i suddetti soggetti privati che hanno adottato il modello 231 o intendono adottarlo continuano a gestire i canali interni di segnalazione secondo quanto previsto dal d.lgs. 231/2001.

In tale contesto, la nostra azienda offre il proprio servizio di consulenza ed assistenza per implementare adeguati strumenti di segnalazione e tutela del segnalante, conformandolo all’attuale normativa. Ciò mediante una verifica preliminare dell’eventuale sistema in essere, di modo da comprendere le azioni correttive necessarie per soddisfare quanto previsto dal D. Lgs 24/2023.

Non solo: siamo in grado di fornire un valido supporto nella creazione e/o integrazione di ogni documento e procedura necessari all’efficace funzionamento del sistema di segnalazione.

Tutto ciò anche mediante l’implementazione, alla luce nei nuovi adeguamenti normativi, del M.O.G. 231.

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