Parità di genere: forme e attività
Nell’ambito degli interventi di promozione dei diritti e delle libertà fondamentali, negli ultimi anni si è posta una particolare attenzione agli interventi a sostegno del principio della parità di genere, e ciò con riguardo a tutte le declinazioni di tale definizione.
Anche la Commissione europea, nella comunicazione relativa alla strategia per la parità di genere 2020-2025, ha sottolineato come ad oggi nessuno Stato membro abbia realizzato la parità tra uomini e donne: i progressi sono lenti ed i divari di genere persistono nel mondo del lavoro, sotto diversi profili. Sussistono differenze a livello di equità retributiva, assistenza e pensioni, nelle posizioni dirigenziali e nella partecipazione alla vita politica e istituzionale. A livello globale, il raggiungimento dell’uguaglianza di genere e dell’emancipazione di tutte le donne e le ragazze, rappresenta uno dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che gli Stati si sono impegnati a raggiungere entro il 2030.
Anche nel nostro Paese il percorso è avviato, e sotto il profilo giuridico la strada da percorrere è stata tracciata in due direzioni.
La prima riguarda essenzialmente il mondo del lavoro, destinatario di diversi interventi legislativi, volti a riconoscere l’equiparazione dei diritti e maggiori tutele alle lavoratrici. In questa direzione vanno, in particolare, le disposizioni pensate per favorire la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, il supporto alla genitorialità, nonché le disposizioni per il contrasto delle cd. dimissioni in bianco. Sono stati inoltre rafforzati gli strumenti di sostegno finalizzati alla creazione ed allo sviluppo di imprese a prevalente o totale partecipazione femminile. Allo stesso modo, con provvedimenti contenuti nelle Leggi di Bilancio, sono stati previsti sgravi contributivi per quei datori di lavoro che assumono lavoratrici, anche disoccupate.
Il secondo filone di interventi ha riguardato l’attuazione dell’art. 51 della Costituzione, sulla parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive, incidendo sui sistemi elettorali presenti nei diversi livelli (nazionale, regionale, locale e al Parlamento europeo), nonché sulla promozione della partecipazione delle donne negli organi delle società quotate.
Una crescente attenzione è stata inoltre dedicata alle misure – anche recenti – per contrastare l’aberrante fenomeno della violenza contro le donne, perseguendo tre obiettivi: prevenire i reati, punire i colpevoli e proteggere le vittime.
La centralità delle questioni relative al superamento delle disparità di genere viene ribadita anche nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) per rilanciare lo sviluppo nazionale in seguito alla pandemia. Il Piano infatti, individua la Parità di genere come una delle tre priorità trasversali perseguite in tutte le missioni che compongono il Piano.
Detto altrimenti: l’intero Piano dovrà inoltre essere valutato in un’ottica di gender mainstreaming.
Ed è nel complessivo contesto sopra descritto che è stata pubblicata, nel marzo 2022, la Prassi di Riferimento (PdR) UNI 125:2022 sulla Parità di Genere, che delinea i requisiti per la Certificazione di Parità di Genere richiamata dal PNRR Missione 5, coordinato dal Dipartimento per le Pari Opportunità e a cui hanno partecipato il Dipartimento per le politiche della famiglia, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero dello Sviluppo Economico e la Consigliera Nazionale di Parità.
La norma UNI/PdR 125:2022 è uno standard internazionale che ha l’obiettivo di fornire linee guida sul sistema di gestione per la parità di genere, attraverso l’adozione di specifici KPI nelle organizzazioni. Richiamando il classico modello di riferimento dei sistemi di gestione, la PdR UNI 125:2022, prevede la misurazione, la rendicontazione e la valutazione dei dati relativi al genere nelle organizzazioni, attribuendo alle stesse un livello di maturità e misurandone nel tempo i miglioramenti.
La Certificazione della Parità di Genere che consente alle Aziende di avviare un percorso virtuoso di cambiamento culturale nella propria organizzazione per raggiungere l’equità di genere e beneficiare di vantaggi concreti, tra cui sgravi fiscali e punteggi premiali in gare di appalto.
Con riguardo alla Certificazione della Parità di Genere, la nostra società offre il proprio servizio di consulenza ed assistenza a 360 gradi, mettendo a disposizione sia professionisti esperti nel settore dei sistemi di gestione, sia esperti giuslavoristi, che conoscono profondamente ogni indicatore – sia quantitativo che qualitativo – richiesti dalla norma per soddisfare i punteggi che rendono l’organizzazione idonea alla certificazione.
L’attività di cui ci occupiamo è tesa alla verifica preliminare di scostamento dell’organizzazione cliente rispetto ai criteri previsti dalla norma UNI 125:2022, e tutto il supporto necessario per l’implementazione e lo sviluppo del sistema di gestione: dalla verifica dei KPI al loro miglioramento, dall’esame delle procedure al loro adeguamento previsto dagli standard della norma.
Tutto ciò al fine di accompagnare il Cliente al conseguimento della Certificazione, partecipando altresì ad ogni fase di tale processo.
Non solo: la nostra azienda offre altresì un servizio di consulenza anche per il mantenimento della certificazione durante le verifiche periodiche successive al rilascio del certificato
